24 settembre 2026
Lorenzo Montinaro
VIA DELLA DIMENTICANZA
Nuova opera permanente per la facciata di Viafarini.work
Inaugurazione
24 settembre 2026, ore 18.00
Viafarini.work
Via Marco d’Agrate 33, Milano
Il 24 settembre 2026 alle ore 18.00 inaugura a Milano Via della Dimenticanza, nuova opera permanente di Lorenzo Montinaro, concepita specificamente per la facciata di Viafarini.work in via Marco d’Agrate 33.
Organizzato da Viafarini con il coordinamento di Giulio Verago, il progetto nasce in relazione diretta con il luogo che lo accoglie e con il tessuto urbano circostante. Installata in un punto di passaggio tra Ripamonti e Corvetto, l’opera entra stabilmente nella storia dell’edificio e nella quotidianità di chi abita e attraversa questa parte della città.
Realizzata in marmo bianco di Carrara, Via della Dimenticanza assume la forma di una targa toponomastica. Montinaro utilizza così uno dei dispositivi più elementari attraverso cui la città nomina i propri luoghi, costruisce coordinate e orienta chi li percorre, alterandone però radicalmente la funzione.
La strada indicata, infatti, non esiste.
Alla certezza apparentemente istituzionale dell’iscrizione VIA DELLA DIMENTICANZA segue ALMENO CREDO, una formula che introduce il dubbio proprio all’interno di un dispositivo nato per fornire indicazioni precise.
In una città scandita quotidianamente da percorsi, orari, appuntamenti e destinazioni, l’opera apre così alla possibilità opposta: quella dello smarrimento. Perdersi non necessariamente per raggiungere un altro luogo, ma come momentanea sospensione della necessita’ di sapere dove andare. Dimenticare, anche solo per un istante, la continuità delle cose da fare, ricordare e
raggiungere.
La scelta del marmo introduce un ulteriore paradosso. Materiale storicamente associato al monumento, all’iscrizione e alla volontà di affidare qualcosa alla durata, viene qui utilizzato per rendere permanente proprio la dimenticanza. Permanenza e perdita, orientamento e smarrimento, certezza e dubbio convivono cosi’ all’interno dello stesso oggetto.
Via della Dimenticanza prosegue la ricerca di Lorenzo Montinaro intorno alla memoria intesa non come materia immobile, ma come processo vivo e continuamente esposto alla trasformazione.
Attraverso materiali, forme e dispositivi legati alla conservazione e alla commemorazione, l’artista indaga il rapporto tra presenza e assenza, permanenza e cancellazione, interrogando i modi attraverso cui individui e comunità tentano di lasciare traccia del proprio passaggio.
Concepita per rimanere sulla facciata di Viafarini.work, l’opera acquisisce infine una dimensione che supera il momento dell’inaugurazione. Esposta alla strada e al trascorrere del tempo, entra nel paesaggio quotidiano della città: potrà essere cercata, incontrata casualmente, osservata ogni giorno o persino ignorata.
Via della Dimenticanza non indica una destinazione. Introduce, nel sistema di coordinate della città, la possibilità di perdersi.
LORENZO MONTINARO
Lorenzo Montinaro (Taranto, 1997) vive e lavora tra Milano e Taranto. Diplomato in Didattica e comunicazione dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Roma e laureato in Arti Visive allo IUAV di Venezia, nel 2022 è stato artista in residenza presso gli studi di Viafarini a Milano.
La sua ricerca attraversa memoria, assenza, ritualità e cultura materiale, con un particolare interesse per i dispositivi attraverso cui l’essere umano tenta di conservare e trasmettere le proprie tracce. Marmo, lapidi dismesse, iscrizioni, fotografie, luce e materiali residuali vengono sottoposti a processi di sottrazione e trasformazione che mettono in discussione la possibilità stessa di una memoria definitiva. Tra i suoi interventi permanenti figurano A Liliana, presso la Cittadella degli Archivi di Milano, INRI, nella Cattedrale di San Cataldo a Taranto, e Via della Dimenticanza, a Milano.
INFORMAZIONI
Lorenzo Montinaro – Via della Dimenticanza
Inaugurazione: 24 settembre 2026, ore 18.00
Viafarini.work
Via Marco d’Agrate 33, Milano
Opera permanente
Organizzato da Viafarini
con il coordinamento di Giulio Verago
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