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Veduta della mostra





Loukia Alavanou
Episodio 9791, 2010
video installazione site specific
video proiettore, piante, ventilatori, cuffie,

suono, colore, 3' loop, dimensioni variabili





Marco Bonafé
Violation ID, 2010
installazione, grammofono, legno, smalto, insetti,
lettore mp3, cassa mono, tappeto, pittura spray,
dimensioni variabili




Marco Bonafé
Connessioni remote, 2010
installazione site specific,
adesivo cromato, 130 x 90 x 9 cm



Johanna Laitanen
Untitled, 2010
video installazione, video proiettore, set audio,
schermo ricoperto di piastrelle, suono, loop





Memories and Encounters


Loukia Alavanou (Grecia)
segnalata da Platform Garanti (Istanbul)

Marco Bonafè (Italia)

Johanna Laitanen (Finlandia)
segnalata da HIAP (Helsinki)

maggio - luglio 2010

Nell’ambito di Memories and Encounters presso VIR Viafarini-in-residence gruppi di artisti si susseguono, grazie al prezioso contributo della Fondazione Cariplo che ha deciso di promuovere l’intero progetto, del PaBAAC del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che collabora nella progettualità di scambi internazionali, e di singole realtà che hanno garantito il sostegno del progetto e degli artisti invitati: Gemmo spa, partner istituzionale di Viafarini, ACACIA – Associazione Amici Arte Contemporanea e la Fondazione Nicoletta Fiorucci.

Le due artiste Loukia Alavanou e Johanna Laitanen sono state segnalate rispettivamente dal centro per l’arte contemporanea Platform Garantì di Istanbul e dal programma di residenza per artisti internazionali HIAP di Helsinki. A completare la rosa degli artisti selezionati l’artista italiano Marco Bonafè. La curatrice Ciara Ennis è stata invitata a per una residenza nell'ambito di VIR curator, progetto a cura di Gabi Scardi.

Loukia Alavanou (1979) “Attraverso le mie animazioni e le video installazioni multicanale esploro il linguaggio del cinema in relazione al desiderio. Intreccio elementi tratti da materiali trovati e li tramuto in collages surreali di narrazioni familiari, creando un paesaggio inquietante accompagnato – e spesso basato su – tracce sonore derivanti da filmati trovati. Spesso mi concentro sulle immagini di donne e scene di vita domestica, il lavoro esamina i modi in cui il primo cinema hollywoodiano ha dato forma alla nostra odierna cognizione della femminilità, e come i modelli dei ruoli femminili che ne sono derivati permeano le nostre coscienze sin da allora. Tenendo conto del fatto che i registi e i montatori dei film sono principalmente uomini e che io sono una artista donna di una generazione ben più recente, sono ispirata dall’idea della decomposizione e di riprocessamento del materiale storicizzato, in un processo che conserva la reminiscenza delle tecniche artigianali squisitamente femminili. Nessuna delle mie animazioni è basata su uno storyboard; è sempre il processo ad alimentare la narrazione. Considero questo processo di collazione, condensamento, “triturazione” e sovrimpressione di ‘frammenti-filmici’ tratti da svariati generi cinematografici come una forma di ‘libera associazione’. Sono interessata all’esplorazione della relazione tra narratività e libera associazione attraverso la mia pratica artistica.”

Marco Bonafè (1981) “Desidero pensare che il mio lavoro sia come una sorta di sogno parallelo alla realtà, dove vi è una percentuale di verità e una di fantasia. Lavoro con una metodologia di archivio: immagini trovate nel web, foto personali e sculture create da me e rielaborate in una seconda fase, fotografate e poi distrutte nella maggior parte dei casi. Quello che alla fine resta nel mio studio dopo tanto lavoro di costruzione e solamente un file nel computer con una foto da sviluppare o un video da proiettare in loop. Ecco, mi affascina questo, resta tutto come se fosse stato solo un sogno. (…) Quello che mi interessa non è l’oggetto in sé ma il desiderio del possesso; i miei oggetti sono indefiniti, non hanno utilizzo, il significato è proprio questo, rappresentano una società insoddisfatta che non sa cosa cerca veramente.”

Johanna Laitanen (1976) Le opere di Johanna Laitanen combinano fotografia e film analogici. Pur mantenendo una stretta coerenza tra i media da un punto di vista visuale, mantengono tuttavia una voluta ambiguità che lascia spazio al dialogo. Laitanen sfrutta come soggetto dei suoi lavori le collezioni dei musei, così come i sistemi per l’allestimento e quelli logici, mirando a investigare i riferimenti culturali e filosofici della contemporaneità. Un simile approccio metodologico, di composizione formale e ripetizione, è posto in contrasto con l’estetica e le disposizioni che suggeriscono un approccio più intuitivo, legato a un punto di vista personale. Nei suoi lavori più recenti ha studiato i backstage dei Musei di Zoologia, i loro depositi e archivi, come una naturale continuazione della sua serie di lavori A Spectacle of Nature (Uno spettacolo della natura). “Nella serie A Spectacle of Nature composta da una serie di fotografie e da un film a tre canali, ho esaminato la simulazione della natura nei musei di storia naturale. La natura è vista in questi casi come una sorta di prodotto culturale, rappresentato attraverso i diorama degli habitat come fossero delle tableaux di natura. Attraverso la decontestualizzazione di questi display, la loro essenza muta e si trasforma in qualcosa d’altro. Questi display ricostruiti con cura, più che rappresentare la natura oggettivamente, riflettono le nostre idee e i desideri che proiettiamo sul concetto di natura.”


Per prenotare una studio visit: viafarini@viafarini.org - +39 02 66804473


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last update 22-07-2010