english













Stefano Peressini


veduta dell'installazione

Clara Luiselli

Kristine Alksne e Sara Serighelli (in primo piano)

Tarin Gartner

Anna Ramasco


Note: Stati Mentali

Kristine Alksne, Tarin Gartner, Clara Luiselli, Stefano Peressini, Anna Ramasco, Sara Serighelli, Donatella Spaziani

a cura di Gabi Scardi

26 marzo - 6 aprile 2002


Sono ancora stati mentali quelli che emergono dalle opere di Kristine Alksne, Tarin Gartner, Clara Luiselli, Stefano Peressini, Anna Ramasco, Sara Serighelli e Donatella Spaziani, presentate nel secondo appuntamento.

Tarin Gartner ci permette di entrare tra i pensieri che abitano la sua testa, tra le immagini che coglie il suo sguardo, in un gioco di rimandi tra se stessa e l’esterno.

Anna Ramasco, con l’installazione sonora Tarifa, c’immerge nella bizzarra ed enigmatica atmosfera di un racconto che narra di un viaggio da un luogo estremo, un luogo di confine tra l'Europa e l'Africa, in cui si raccoglie il vento e in cui si concentrano le energie, e di un vivificante viaggio attraverso la Spagna, verso il cuore dell'Europa.

Donatella Spaziani sperimenta, attraverso una serie di autoscatti e di disegni, la relazione tra sé e lo spazio, tra il proprio corpo e gli oggetti che la circondano, come se cercasse una complementarietà ideale. Per farlo sperimenta situazioni di isolamento fisico creando teatrini privati all’interno di stanze il cui isolamento può acuire la sensibilità individuale.

Anche Sara Serighelli realizza serie di autoscatti all’interno di luoghi carichi di vita passata. Si tratta, ancora una volta, di entrare in rapporto con essi, di misurarli attraverso il metro soggettivo della propria emotività, talvolta anche di perdervisi fino quasi a scomparire, come testimoniano alcune dilemmatiche fotografie.

Clara Luiselli
presenta un pavimento di delicate mattonelle-nido che accolgono nel proprio incavo un uovo e un muro di mattoni-nicchia destinato ad accogliere noccioli di frutta: è nel vuoto derivato da un’assenza che può trovare spazio il nucleo germinativo del futuro.

Stefano Peressini utilizza suoni subsonici, che fanno vibrare gli oggetti intorno a noi fino a farli risuonare nelle nostre ossa, evidenziando così quelle connessioni tra persone, cose, ambienti alle quali spesso, indaffarati come siamo a vivere la vita, non facciamo caso. Le sue opere, facendo di spazio e suono un tutt’uno, inducono una percezione del contesto particolare e si prestano ad esperienze fisiche poco convenzionali.

Infine Kristine Alksne realizza seducenti fotografie di corpi femminili eterei che s’intravedono appena da dietro una coltre di capelli che, come un rifugio, li nasconde quasi completamente, riparando l’universo di emozioni che portano in sé.


top

last update 18-06-2008