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Leonilda Conti


Monica Mazzoleni

Valeriano Iosca
foto di Mario Gorni


Prova generale
Leonilda Conti, Valeriano Iosca, Monica Mazzoleni, Gianantonio Tasca

a cura di Angela Vettese

11 - 31 gennaio 1996

La mostra, quarta e ultima del ciclo "Showroom '95", raccoglie le opere di quattro giovani artisti selezionati da Angela Vettese, scelti tra gli studenti che nel 1995 hanno conseguito il diploma presso l' Accademia Carrara di Bergamo. Essa intende proporsi come il completamento dell'attività didattica, e come una "prova generale" dell'ingresso nel sistema dell'arte. L' Archivio del Consorzio Care Of Viafarini si propone infatti non solo di raccogliere la documentazione di giovani artisti esordienti, ma anche di rappresentare un nodo di collegamento tra i luoghi di studio artistico e il mondo delle gallerie e dei musei. Le opere presentate dai quattro artisti sono state concepite nella mostra, che conclude il' ambito del corso di studi e puntualizzate ad hoc per lo spazio di Viafarini.

Leonilda Conti ha allestisto una velario di fili di cotone, sospesi al soffitto e tenuti in posizione verticale dal peso di tasselli quadrati di vetro. L' opera, intitolata "Tracciati", ha la sua origine in uno studio sul tema dell'icona immagine da contemplare e veicolatore di senso.
Valeriano Iosca ha installato "Incroci Luigi XVI", che prende il nome dallo stile del tavolino filmato nel video. Un insieme di disegni su carta di quaderno è ordinato numericamente; l'osservatore è invitato a guardarli secondo le chiamate dei numeri che provengono dal filmato, in cui un professionista bergamasco della tombola li enuncia e li commenta.
Monica Mazzoleni ha concepito un lavoro fatto di carta, luci e ombre, intitolato "Michiel". Il tema affrontato è quello dell'Angelo, una figura presente in quasi tutte le culture religiose come entità che trasporta rapidamente notizie, capace di trapassare dallo stato immateriale dell'intelligenza pura a quello materiale e colorato della corporeità. Gianantonio Tasca ha trasformato fogli di carta scritti e ripiegati, dunque resi illeggibili a meno di non strapparli, in una graticola di "Spiedini": infilzati da chiodi che li fissano al muro, possono suscitare il desiderio trasgressivo di estrarli, di nutrirsene, di mangiare e digerire la scrittura. Segreta.

(Angela Vettese)

In collaborazione con Comune di Milano, Progetto Giovani


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last update 20-07-2011