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Laetitia Badaut Haussmann
On Domesticity #1


un progetto di Viafarini e Terzo Piano (Lucca)
workshop: 9 - 10 -11 - 12 aprile 2016
opening: 12 aprile 2016, 18:30
exhibition: 13 - 30 aprile

a cura di Simone Frangi
si ringrazia per la fornitura materiali Bonotto spa


Il workshop è funzionale alla produzione di una installazione di prototipi nello spazio di Viafarini, visitabile alla Fabbrica del Vapore nel periodo del Salone del Mobile, contemporaneamente alla esposizione della XXI Triennale prevista negli spazi della Cattedrale. I prototipi prodotti saranno poi espositi presso Terzo Piano in una mostra collettiva a Settembre 2016 in occasione dell'inaugurazione della sede istituzionale della piattaforma a Lucca. 

On Domesticity #1, primo episodio del programma espositivo e di ricerca On Domesticity sviluppato da Terzo Piano nei suoi spazi di Lucca, è parte integrante di Viafarini Educational Program, una programmazione modulare che, da Gennaio a Dicembre 2016, si presenta come un think tank permanente che, appoggiandosi ai formati classici di presentazione e promozione della ricerca artistica, genera occasioni formative, di avvicinamento all’arte, ricerca e divulgazione per pubblico, collettività territoriale e giovani professionisti creativi.

Oggetti trovati o fabbricati, film, fotografie, installazioni e performance: al di là della loro diversità formale, le opere di Laetitia Badaut Haussmann propongono un nuovo studio del campo dell’immagine, una ridefinizione della dimensione storica, fotografica e soprattutto scenica di ciò che vediamo, secondo strategie di ri-contestualizzazione e di modificazione della dimensione ricettiva di oggetti e immagini. Profondamente influenzata dall’estetica del modernismo, Laetitia Badaut Haussmann permette al vocabolario e alla grammatica cinematografica, architettonica e del design di incrociarsi nell’ambito della sua pratica, favorendo così la creazione di luoghi, fisici o virtuali, per l’emergere d’inediti e complessi nodi narrativi. Laetitia Badaut Haussmann procede dunque per citazioni e per spostamenti di elementi che vengono riposizionati come “fuori luogo” e, proprio per questo, analizzati nella loro vera natura: il lavoro che ne scaturisce si concentra sulle diverse forme di narrazione che gli oggetti, singoli o in insiemi più articolati, mettono in atto e sui rapporti di analogia tra microstrutture e macrostrutture.

Nel workshop a Viafarini come primo episodio del programma espositivo e di ricerca On Domesticity, Laetitia Badaut Haussmann prenderà come spunto due suoi recenti lavori che riflettono sulla storia del design e delle forme domestiche per dare vita collaborativamente ad un nuovo corpo di oggetti di uso quotidiano. Nella settimana del Salone del Mobile, lo spazio di Viafarini sarà abitato da un gruppo di designer e artisti che, selezionati in istituti di formazione d’eccellenza della città di Milano, progetteranno e realizzeranno sotto la guida dell’artista francese una linea di arredamento di spazi privati, a partire da uno studio delle qualità simboliche dei materiali di partenza.

La prima opera che genererà le strategie strutturali del workshop sarà EM_EM che Laetitia Badaut Haussmann realizza nel 2013 a partire dall’incrocio delle biografie e delle produzioni di Emile Méreaux e Enzo Mari. Alla fine del diciannovesimo secolo, Méreaux fonda a Montreuil una comunità anarchica che cercherà negli anni successivi di mettere in atto logiche alternative di scambio economico basate su una cooperativa di produzione di mobili. Questa esperienza spingerà Méreaux a fondare le famose Soirées Ouvrières e l’importante Università Popolare di Montreuil. Questa figura singolare è evocata nel lavoro da EM_EM proprio nella sua vicinanza con le strategie dei principi di costruzione dell’Autoprogettazione (1974) di Enzo Mari. Le strategie sviluppate dal designer e architetto italiano, molto vicine allo spirito del do it yourself, diventano nel lavoro di Laetitia Badaut Haussmann un repertorio di forme basiche attraverso cui l’artista tenta di incarnare l’immagine lacunosa delle esperienze anarchiche della Parigi del Diciannovesimo secolo, tracciando quindi una genealogia simbolica che le posizionano come vera origine del "design militante" degli anni Settanta in Italia.

La seconda opera che Laetitia Badaut Haussmann metterà in gioco nel workshop milanese è la recentissima L’amour est plus froid que la mort (I & II), progetto di scultura sentimentale presentata dall’artista nel 2015 nella sua mostra monografica presso il Centro d’Arte Contemporanea La Passerelle di Brest (FR). Lavoro modulare, declinabile in diverse forme ad ogni sua apparizione, L’amour si genera seguendo un protocollo formale molto rigido: due lunghe masse di tessuto vengono intrecciate ad elica e appoggiate ad una struttura metallica. Questa primo abbozzo formale si completa adattandosi, come un organismo variabile, allo spazio che lo ospita, secondo dinamiche surrealiste. L’opera nasce dalla persistenza di un’immagine nella mente dell’artista dopo la sua prima lettura di Querelle de Brest (1947) di Jean Genet: il velluto nero utilizzato nella prima versione de L’amour evocavano una dimensione simbolica ibrida, tra il desiderio erotico e il lutto. 

Laetitita Badaut Hausmann (nata a Parigi, 1980, dove vive e lavora) diplomata presso l’Accademia nazionale d’arti di Cergy nel 2006, partecipa nello stesso anno alla Triennale di Parigi La Force de l’Art01. Il suo lavoro è stato esposto internazionalmente da prestigiose istituzioni internazionali da Stoccolma a Bruxelles, da Berlino a Lisbona, dalla Svizzera all’Ecuador. L’artista produce narrazioni plurali e frammentate, ricostruzioni intime ed olistiche allo stesso tempo, utilizzando mezzi diversi dalla scultura, video, fotografia e testi.

Con il contributo di Fondazione Cariplo e di Gemmo spa e conil supporto di Terzo Piano


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last update 31-03-2016