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Julian Opie
Landscape, 1995
serigrafia su carta

Paola Di Bello
La disparition, 1995
collage di fotografie a colori

Thomas Struth
Milan, via Emilio Cornalia, 1992
stampa fotografica


Mappe
Umberto Cavenago, Ursula Damm, Paola Di Bello, Luisa Lambri, Julian Opie, Thomas Struth

nell'ambito di Multiplicity - le forme della città europea.
a cura di Stefano Boeri, Alessandro Rocca, Mirko Zardini, Cino Zucchi
con Marco Brega, Alessandra Galletta, Cristina Morozzi, John Parmesino, Marco Senaldi

4 - 11 dicembre 1995


Le nostre città sono cambiate nella loro forma fisica e soprattutto nei modi di essere abitate senza che architettura e urbanistica se ne accorgessero. Questa distrazione è soprattutto visiva; le due discipline hanno guardato altrove, osservando con modalità spesso obsolete e inefficaci.

Per una settimana, ospiteremo le installazioni e le opere di alcuni artisti - Umberto Cavenago, Ursula Damm, Paola Di Bello, Luisa Lambri, Julian Opie, Thomas Struth - che hanno costruito delle "mappe" del territorio abitato; opere che suggeriscono dei nuovi modi di vedere, misurare e rappresentare gli spazi della città contemporanea: mappe di flussi, di percorsi, di luoghi posti in sequenza, di idiosincrasie, di ricordi.

Discuteremo queste mappe con alcuni critici e studiosi del territorio contemporaneo, tra cui Cynthia C. Davidson direttore della rivista newyorkese aNY, Peter Eisman architetto, Franco Farinelli geografo, Michael Sorkin critico del Village Voice, Renato Rizzi architetto, Marco Biraghi, critico di architettura contemporanea.

Multiplicity è un progetto per approfondire lo studio delle nuove forme della città europea, perché è proprio la molteplicità dei codici di organizzazione e di comunicazione dei fenomeni urbani che li caratterizza.

Multiplicity è un invito rivolto a coloro che usano lo spazio abitato come campo professionale e di ricerca (architetti, urbanisti, designer, artisti, sociologi, fotografi, registi...); èl'invito ad osservare e riprogettare i luoghi della città contemporanea

Umberto Cavenago
Rilievi, 1995
rilevamento della maglia di Hartman eseguito da Isabella Puliafito artista e geomante con antenna di Hartman e dagli architetti Parravicini e Pellicciotta con magnetoscopio. Cavenago evidenzia la struttura geometrica dei punti "perturbati" - normalmente non visibili - quale appagamento del desiderio dell'uomo di organizzare il mondo in una geometria dettata dalla natura.

Ursula Damm
Islands, 1993-95
Mappatura tecnica della veduta aerea della città. La diffusione della rete urbana, come un network, diventa l'oggetto di una interpretazione geometrica.

Paola Di Bello
La disparition, 1995
Simil-luoghi, punti di partenza... Quel che in realtà descrivono è solo la certezza della loro mancanza, la nostalgia di essi.

Julian Opie
disegno su carta, 1995 (courtesy Giulio Ciavoiello)
La complessità delle metropoli ridotta alle sue linee essenziali, a colori saturi, senza sfumature. Eppure ancora dense di senso, come il disegno di un bambino, come una sintesi virtuale.

Thomas Struth
Milan, via Emilio Cornalia, 1992 (courtesy Monica De Cardenas)
fotografia in bianco e nero. Il reportage falsamente casuale della nostra città, tradisce uno sguardo d'artista invece preciso e acuto. Palazzi grigi ed edifici, sottofondo visivo nel nostro quotidiano, emergono come ineludibili icone contemporanee.

In collaborazione con Comune di Milano, Progetto Giovani


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last update 4-11-2015