english













veduta dell'installazione


veduta dell'installazione

particolare dell'installazione

veduta dell'installazione


Sono incazzato nero e tutto questo non lo voglio più

Daniel Gonzàlez / D.G. Clothes Projects

a cura di Andrea Lissoni

22 settembre - 30 settembre 2006


Perché Daniel Gonzalez è incazzato nero? Lo saremo forse anche noi dopo la sua performance? Ma, soprattutto, chi diavolo è Daniel Gonzalez? Cresciuto in un cinema di Buenos Aires cibandosi di b-movies italiani e pizze notturne a cura del nonno proiezionista, D.G. nei primi anni ’80 (ai tempi del regime), studia da chimico. Ma non ce la fa a trattenersi. E così, come fashion designer, fonda Pisquit Sunwear, linea ad edizione limitata con tre negozi fra Buenos Aires e Mar de la Plata e un'indimenticabile sfilata di transessuali in cementificio. Questo senza smettere di fare surf, andare a scuola in jeep Willys, giocare a tennis da professionista, occuparsi dello styling dei Sumo - leggendaria band punk-reggae argentina - e divorare Nesquik. E' poi la nave da crociera Eugenia C. che, sbarcandolo a Genova, lo porta a proseguire il suo lavoro di stilista in Italia, organizzare performance e baccanali al Gilda di Roma in pieni tempi d’oro, stabilire il suo studio a Roseto Capospulico in Calabria e meditare come non smettere mai di dinamitare i clichè biografici dell’artista visivo. I suoi, evidentemente. Decidendo di ricomparire quindi presto come Crossoutproject a Berlino, funambolico promoter di feste, di eventi e di visual in club punk. Nasce però nel frattempo anche Clothes Project e la necessità di far incontrare energie performative al limite, e la sfavillante sensibilità visiva è sempre più forte.

Apparentemente cross cultural jammer inquieto, in realtà semplicemente artista visivo  senza freni, Daniel Gonzalez lavora instancabilmente a nuove collezioni di pezzi unici che presenta attraverso performance radicali ed eccentriche. Sono azioni che squattano per un quarto d’ora le convenzioni sociali, politiche e di potere degli spazi, restituendo loro energia comportamentale e visiva pura.

Certo, detto così forse non si capisce granchè. Possiamo aggiungere che le collezioni nascono ispirandosi direttamente ad un luogo e alle sue tensioni. Che sono frutto di disassemblaggi continui e di misture multiple. Che ogni performance mette in gioco il pubblico attraverso le sollecitazioni più disparate, non ultimi gli stereotipi del sistema della moda e i suoi valori: dalla bellezza alla distanza, dal controllo alla corretta comunicazione. Che tanto quanto i “banner” non sono pubblicità ma in realtà opere, i vestiti non sono moda ma incredibili immagini indossabili.

Che la città e i suoi odori, le sue visioni, il suo delirio, impregnano ogni performance e Daniel Gonzàlez / D.G . Clothes Projects stessi.

Che sono incazzato nero e tutto questo non lo voglio più.
Che, alla fine, finiranno per urlarlo tutti
.

Con il patrocinio e il contributo del Comune di Milano - Settore Tempo Libero


top

last update 6-05-2008