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Il Mostro di Castelvecchio, via Sarpi, Milano
Foto Jacopo Zotti


Il Mostro di Castelvecchio, via Sarpi, Milano
Foto Jacopo Zotti


Il Mostro di Castelvecchio, via Sarpi, Milano
Foto Jacopo Zotti


Il Mostro di Castelvecchio
Anna Galtarossa


18 aprile 2009

In occasione di inContemporanea. La rete dell'arte, progetto promosso dalla Provincia di Milano per la valorizzazione dell'arte contemporanea intesa quale risorsa per lo sviluppo sociale, culturale ed economico del territorio, Viafarini presenta un progetto dell’artista Anna Galtarossa che intende focalizzare la sua attenzione sull’area di via Paolo Sarpi, il contesto cittadino in cui opera l’associazione.

Il progetto consiste in una mastodontica scultura meccanica ricoperta di stoffe, lane colorate, pompon, paillettes, frange; che passeggia tra il quartiere Sarpi e l’area della Fabbrica del Vapore, luogo di produttività giovanile dove ha sede il DOCVA, Centro di Documentazione Arti Visive, e Viafarini, spazio per l’arte contemporanea.

"Il Mostro di Castelvecchio di Anna Galtarossa si sposta con il suo carico di materia sognante e sfavillante per le vie, cogliendo di sorpresa coloro che lo incontreranno lungo il suo cammino. Il potenziale immaginario dell’opera risveglia emozioni primordiali, proiettando la creazione artistica in una dimensione fantastica, poetica, folle, barocca, un po’ come è la natura dei sogni." Maria Rosa Sossai.

Anna Galtarossa (Bussolengo, 1975) vive e lavora tra S. Pietro In Cariano (VR) e New York. Lavora con la galleria Spencer Brownstone di New York, dove nel 2004 ha realizzato la sua prima personale e in occasione della quale ha pubblicato il suo primo libro City. 2005 espone l’opera Kamchatka presso Viafarini. Nel 2007 ha iniziato la sua collaborazione con l'artista argentino Daniel González nei progetti Chili Moon Town Tour, galleggiante e itinerante cittá dei sogni che ha debuttato come progetto speciale per México Arte Contemporáneo; e Homeless Rocket With Chandeliers, Lambrate, Milano, una gru di 30 metri, utilizzata quotidianamente. Nel 2008 ha partecipato alla seconda Triennale di Torino curata da Daniel Birnbaum.

Si ringrazia: collezione AGI Verona.

Con il contributo di Fondazione Cariplo e Gemmo.


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last update 12-10-2011