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Veduta dell'installazione




Lascito Collezione Carrucci
Eredi Brancusi

a cura di Alessandra Galletta

18 febbraio - 8 marzo 1997

Chi ha avuto il privilegio di posare il suo sguardo, anche una sola volta, sulla collezione di arte contemporanea di Vittorio Carrucci forse non sapeva di essere testimone di qualcosa che non avrebbe mai più conosciuto una seconda volta.

Matisse, De Chirico, Braque, Music, Giacometti sono solo alcuni dei grandi autori dei piccoli e medi formati che hanno trovato spazio nell’amata raccolta di immagini perseguita da questo appassionato collezionista mantovano. Più che gli autori che ne fanno parte, certamente tra i Maestri della pittura di tutti i tempi, colpivano di questa collezione la cura, l’infinita attenzione, delicatezza, umiltà e passione con cui è stata lentamente composta in anni di ricerche, scambi, aste, expertise, fiere, gallerie. Un piacere privato da allevare con cura, con amore.

Ma la storia della Collezione Carrucci non finisce qui; nel 1971 un incidente automobilistico rende cieco il suo artefice, colui che l’ha voluta, creata, posseduta.

“Difficile immaginare come sarebbe riuscito a sopravvivere alla privazione dell’unico grande godimento della sua vita” scrive Giuliana Spini, abile courtier divenuta presto anche amica di Vittorio, in una breve e intensa lettera agli Eredi Brancusi. Nella lettera si racconta come nel 1989 ricevette assieme alla notizia del decesso di Vittorio Carrucci, anche quella di essere divenuta, per espressa volontà del defunto, unica erede dell’intera collezione. Dolore e gratitudine si sono trasformate presto in stupore: “Nella sua casa trovai questo insieme di tele anziché la collezione che ben conoscevo”.

Gli Eredi Brancusi, ormai specialisti nel raccogliere e mettere ordine nei più strani percorsi di vite, decessi ed eredità, mostrano nello spazio di Viafarini per la prima volta al pubblico dopo sedici anni, il contenuto delle casse denominate Collezione Carrucci, aiutandoci a comprendere meglio, come recita l’appello dell’accorata ereditiera. “Non so dire che cosa sia successo; non voglio fare altro che affidarle a voi, insieme al mio dubbio, sperando sappiate comprendere meglio di quanto io stessa abbia saputo fare”.

L’esposizione raccoglie dunque una magica collezione, che sembra aver vissuto sino ad oggi una vita ed una volontà proprie; una mostra rara e profonda, come la sua storia, come il suo autore. Un’occasione per riflettere sul collezionismo in Italia attraverso un suo grande, sfortunato protagonista.
Alessandra Galletta



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last update 12-10-2011