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particolare dell'installazione

conferenza


Video Invitational - Video in tutti i sensi

Hans Op de Beeck

a cura di Milovan Farronato

12 - 21 gennaio 2006


Video Invitational è un progetto organizzato da Viafarini in collaborazione con la Fondazione Bevilacqua La Masa del Comune di Venezia.

Video Invitational presenta a partire da gennaio 2006 quattro incontri con altrettanti artisti internazionali sul tema del video: una serie di opere che mettono in risalto le diverse sfumature dell'attuale ricerca video, i labili confini e le contaminazioni con altre modalità espressive.
Il progetto, a cura di Milovan Farronato, prevede che ciascuna video-installazione sia inaugurata con una discussione ed analisi dell'opera video assieme all'artista, rivolta al pubblico, in particolar modo agli studenti.

Sempre più di frequente artisti visivi sono invitati a film festival e filmmaker partecipano a esposizioni d'arte. L'approccio registico all'arte è un terreno d'incontro per molti artisti visivi che concepiscono i loro lavori come montaggi cinematografici nello spazio e che come registi dirigono non solo la pellicola ma anche lo sguardo dell'osservatore. La rassegna include l'opera di un artista in grado di competere con l'immagine filmica e di produrre opere intese come lungometraggi, ma anche di un artista che ambienta il suo video come parte integrante e imprescindibile di un'installazione più complessa: due differenti modi di essere artista/regista. In molti casi e con varie possibilità la ricerca video si è anche espressa avvalendosi di modalità e strategie pittoriche, competendo con la pittura per resa cromatica, per suggestione materica o iconografica. Inoltre, nelle ricerche più attuali il video si è confrontato con l'immagine patinata della pubblicità attraverso un montaggio veloce che, assecondando le ritmiche del format, ne svuota tuttavia il contenuto commerciale.

Quattro mostre di quattro artisti già noti internazionalmente per documentare i differenti percorsi della video art attuale: Hans Op de Beeck (Belgio), Bjørn Melhus (Germania), Tobias Collier (Gran Bretagna), Runa Islam (Bangladesh).

Il programma prevede, a partire da gennaio 2006, quattro videoinstallazioni della durata di due settimane ciascuna, che si terranno in contemporanea presso la Fondazione Bevilacqua La Masa a Venezia e presso Viafarini a Milano.

Hans Op de Beeck
In principio per Hans Op de Beeck è sempre un’immagine pregnante depositata nella memoria, una sorta d’incidente visivo e d’enigma che deve essere risolto. Il tempo di metabolizzazione di questo residuo è variabile, così come il mezzo espressivo che l’artista adotta per ricostruirne lo “scenario” e riproporne il lessico: dipende dal contenuto, dalla valenza emozionale che ha generato e dalla proiezione che l’artista se ne è fatto — il tempo non è solo un fattore cronologico e alcune immagini possono sembrare molto più vicine di ricordi recenti, poiché a queste sono stati aggiunti altri significati e ulteriori valenze.
Hans Op de Beeck è quindi un artista poliedrico che insegue la sua intuizione e che in base a quest’ultima decide quale materia adottare e manipolare: fotografia, video, videoinstallazioni, film o ambienti compositi.
In Viafarini ad esempio sarà proposta la scultura videoinstallativa Loss (2004), un ambiente dalle misure definite che si presenta all’osservatore come una doppia finestra all’interno di un cubicolo, una sorta di bunker da cui guardare un’animazione di disegni che ritraggono varie stagioni ed epoche di un giardino.
Alla Fondazione Bevilacqua La Masa è presentato un lavoro video autonomo: My Brother’s Gardens, 2003. Il lavoro può essere concepito come una sorta di retrospettiva aperta a scenari futuri. Anche in questo caso si assiste alla dissolvenza animata di disegni che ritraggono un giardino in mutazione; viene ripresa una scultura precedente dell’artista e parte dei dialoghi sono stati filmati in un vagone ferroviario simile a quello materializzato nell’ambiente Location 5 (2004). Il film è esempio di come tutto il lavoro di Op de Beeck possa confluire e ritornare come in una saga, ricomporsi e avvicendarsi per mostrare altre pieghe e sfumature di quell’immagine iniziale.

Hans Op de Beeck è nato nel 1969; vive e lavora a Bruxelles. Ha esposto sia in mostre collettive che personali presso prestigiose istituzioni internazionali tra cui: National Museum Reina Sofia, Madrid, 2004; Whitechapel, Londra, 2004; S.M.A.K. Museum of Contemporary Art, Ghent, 2003; PS1-MoMA, New York, 2003.


Con il patrocinio e il contributo del Comune di Milano - Settore Tempo Libero e il contributo di British Council


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last update 6-05-2008