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veduta della performance


veduta dell'installazione

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Avanti popolo

Maja Bajevic

a cura di Gabi Scardi

16 maggio - 29 giugno 2002


Lo spazio Viafarini presenta la mostra personale Avanti popolo dell'artista bosniaca Maja Bajevic, a cura di Gabi Scardi. Contemporaneamente l’artista è presente a Milano con un progetto a cura di Edi Muka, presso la galleria milanese Artopia, che presenta una sorta di contraltare intimo e personale, antieroico e quotidiano della situazione indagata nell’installazione di Viafarini.

Maja Bajevic è nata a Sarajevo nel 1967. Un soggiorno di studio a Parigi si trasforma, negli anni in cui la sua città è sottoposta al trattamento brutale della guerra, in una situazione d’involontario esilio.
Da quel momento il suo lavoro s’incentra sui temi dell’identità individuale e collettiva, nell’intento di smascherare i meccanismi di appartenenza e di esclusione, di controllo e di coazione, gli atteggiamenti autoritari sottesi ad una quotidianità fatta di conflitti e di tensioni talvolta espliciti e manifesti, talaltra sottintesi, latenti o nascosti.
La sua opera implica un atteggiamento di attenzione nei confronti del luogo in cui è chiamata ad operare, ma anche una consapevolezza etica e politica, un diretto coinvolgimento emotivo e performativo, e l’assunzione di un punto di vista personale, quindi dichiaratamente femminile e legato alla propria storia personale.

Maja Bajevic intende stimolare, attraverso pratiche di contatto, di scambio, di comunicazione, una nuova presa di coscienza riguardo al contesto considerato luogo d’intersezione tra sensibilità individuale e sensibilità collettiva.
Con il titolo Avanti popolo, la mostra fa riferimento immediato all’ambito di quelle canzoni, diffuse presso ogni popolo e in ogni nazione, che spingono all’azione ed esaltano il senso di appartenenza e di partecipazione. Accompagnato da una musica assertiva, oratoria e martellante, questo tipo di canto incita alla sfida e alla rivendicazione, al coraggio della collisione diretta, esprime la volontà e la tensione, l’intensità che precede l’esplosione dell’azione.
Abbandonata la connotazione legata alla qualità lirica e all’espressione individuale dell’interiorità, la musica e il canto sono, in questi casi, forieri di conflitti, e si prestano a diventare, grazie al loro potere trascinante, agili strumenti nelle mani di chi intenda gestire processi politici o sociali legati a identità culturali o nazionali.

La mostra comprende un’installazione sonora, una performance dell’artista, alcune fotografie e un video.
Il progetto, appositamente ideato per l’occasione, rientra nell’ambito della serie di mostre attraverso le quali Viafarini, spazio non profit per la promozione dell’arte emergente, presenta ogni anno, con il contributo di Zegna Baruffa Lane Borgosesia, un artista che, pur avendo già riscosso importanti consensi internazionali, non risulta ancora essere stato adeguatamente presentato in Italia.



Con il patrocinio e il contributo del Comune di Milano - Cultura e Musei, Settore Musei e Mostre.
Con la collaborazione di Zegna Baruffa Lane Borgosesia


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last update 18-06-2008